Lo sviluppo delle relazioni. Uno dei fondamenti della storia dell’umanità: dalla nascita fino alla sua fine, l’uomo ha la naturale necessità di unirsi ad altre persone. Non a caso il termine bonding, che deriva dall’inglese, significa “legare”. È un processo che interessa la persona in senso globale: non solo fisico, ma anche emozionale, ormonale e relazionale.

Il primissimo fenomeno di bonding nasce con l’arrivo di una nuova vita: la prima relazione che un cucciolo di uomo sviluppa, in genere è con i propri genitori. Inizia già nel periodo prenatale, si consolida alla nascita e continua per il primo anno di vita. Crea le basi per la futura relazione genitori-bambino e per tutte le relazioni sociali e affettive future.

Durante la gravidanza madre e bimbo imparano a conoscersi: lei con il tempo comprende il ritmo di sonno-veglia del suo bambino e la sua tendenza ad essere più o meno “vivace”; per lui la voce della mamma e del papà diventano certezza e familiarità, così come il dondolio della camminata materna e il liquido amniotico, che assume il sapore del cibo.

Subito dopo la nascita, lo skin to skin (o “contatto pelle a pelle”) rappresenta uno dei primi elementi che rinforza il bonding: il neonato viene coperto con un telo termico, stando comunque bene attenti a mantenere un diretto contatto del bimbo con la pelle della mamma. Questo momento si può considerare come la “calma dopo la tempesta”: la mamma e il bambino sono finalmente tranquilli, si riposano insieme e si ammirano a vicenda. Una grande scena d’amore in cui si creano appunto le fondamenta della relazione madre-figlio.

È doveroso ribadire che anche il papà può godersi il contatto pelle a pelle con il proprio bambino, a maggior ragione nei casi in cui la madre è impossibilitata. Ad ogni modo non si deve considerare come un privilegio materno esclusivo, ma come un diritto di entrambi i genitori.

Dopo questo contatto cosiddetto “precoce”, si entra nel mondo del rooming-in: oggi, nella quasi totalità delle strutture ospedaliere, non esiste più il vecchio nido in cui tutti i neonati risiedevano per gran parte della degenza. Il rooming-in prevede che madre e bimbo rimangano insieme sempre, 24 ore su 24. Questo, oltre a favorire il processo di attaccamento, dà ottimi risultati per l’avvio dell’allattamento al seno: in questo modo infatti viene rispettato l’allattamento a richiesta, base fondamentale per la produzione fisiologica del latte.

Nemici del processo di bonding, invece, sono un distacco forzato subito dopo il parto (ad esempio per necessità di cure neonatali o della madre, per accertamenti o mancato riconoscimento materno). Può capitare, soprattutto nel caso di neonati prematuri o bisognosi di particolare assistenza, che la prolungata degenza e le terapie ostacolino l’attaccamento genitori-bambino. Anche in queste situazioni, però, ci si può appellare al contatto pelle a pelle, che, ad esempio, nel caso dei prematuri ha un forte impatto benefico non solo per lo sviluppo della relazione, ma anche per la salute fisica del bimbo.

Da infondere ad ogni genitore è la rassicurazione che il bonding non è un processo legato ad un singolo evento: se i genitori non possono fare lo skin to skin, non significa che poi non riescano a sviluppare un attaccamento con il proprio bimbo. La bellezza del bonding sta nel non verificarsi solo ed esclusivamente per determinati passaggi obbligati: la strada per lo sviluppo della relazione è disseminata di preziose occasioni per avvicinarsi al proprio bimbo. Contatto pelle a pelle e rooming-in, certo, ma anche allattamento (sia al seno che artificiale), massaggio infantile, parlare con il proprio bambino e lasciare che anche lui ci parli, a suo modo. Quindi si rimarca un aspetto fondamentale per il benessere dell’umanità intera: che si tratti di bambini naturali o adottati, la ricetta non cambia. Proprio perché l’attaccamento non è pregiudicato ad un evento particolare, riguarda ogni bambino presente su questa terra. Le mamme e i papà adottivi possono puntare maggiormente sul massaggio, ad esempio, o su altre forme di attaccamento, a seconda dei loro bisogni e di quelli del bimbo. Le giornate dei genitori e dei loro figli sono composte da piccole, grandi occasioni per conoscersi e innamorarsi, sempre.