Quante poppate devo fare? Quanto durano? Devo dargli acqua? Devo dare aggiunte di latte artificiale? Cosa devo fare se il seno è gonfio e dolente? Devo prendere un tiralatte? Quando inizio lo svezzamento? Quanto dura l’allattamento?

Un mucchio di domande a cui tutt’oggi si danno un sacco di risposte contrastanti. Ostetriche, pediatri, puericultrici, ma anche nonne, zie, e talvolta vicini e sconosciuti invadenti danno consigli; ognuno dice la sua spacciandola per sacrosanta verità. Ma chi ha ragione? Ecco qui i dieci comandamenti del latte, stilati seguendo le linee guida dell’OMS sull’allattamento al seno e gli ultimi studi scientifici.

1) Non dargli altro cibo al di fuori di me

Il latte della mamma è specie-specifico, ovvero è prodotto su misura per il bambino. Ha la giusta quantità di nutrienti di cui ha bisogno, è altamente digeribile e funziona da lassativo naturale, garantendo una buona motilità intestinale; è sempre pronto e alla giusta temperatura. Inoltre contiene gli anticorpi materni che aiutano il bambino a crescere sano e forte.

2) Non somministrare al tuo bimbo acqua o tisane invano

Il latte materno contiene già tutto quello di cui necessita il bambino, acqua compresa. Un neonato non soffre mai la sete, perché la prima parte della poppata è composta da latte formato perlopiù da acqua; i nutrienti che soddisfano la fame del bimbo arrivano subito dopo.

3) Ricordati di allattare a richiesta

Non esistono orari per i bimbi. Allatta il tuo bambino quando lo desidera e lo richiede. In questo modo si avvierà una buona produzione di latte, e il bambino sarà più sereno e soddisfatto.

4) Onora il seno

Attacca correttamente il bimbo al seno per prevenire ragadi; prenditi cura di esso assicurandoti che rimanga morbido e ben svuotato al termine delle poppate. Se è tanto teso e gonfio, fai degli impacchi caldi o una doccia prima della poppata, in modo da favorire la fuoriuscita del latte e prevenire ingorghi e mastiti.

5) Non trascurare il riposo

È complesso, ma nei primi mesi è doveroso adattarsi agli orari del bambino, e approfittare delle sue ore di sonno per poter riposare. Niente è più fondamentale di una mamma rilassata e carica di rinnovata energia: tutto il resto è secondario!

6) Non commettere abuso del tiralatte

Si tratta di uno strumento inventato per drenare il seno e svuotarlo più facilmente rispetto alla spremitura manuale; l’altra faccia della medaglia è che stimola eccessivamente le ghiandole mammarie, rischiando di ingorgarlo. Spremi il seno manualmente, o preferisci il tiralatte manuale a quello elettrico. Adoperalo con cautela!

7) Non buttare il latte che spremi

Il latte spremuto può essere conservato in frigorifero fino a otto giorni (a 2-4 gradi), e in freezer fino a tre mesi. Prima o poi tornerà utile, buttarlo è uno spreco!

8) Non desiderare le aggiunte di latte artificiale

A meno che non ci siano prescrizioni specifiche del pediatra, non dargli aggiunte di latte artificiale. Se lo fai, il numero delle poppate al seno diminuirà, riducendo di conseguenza la produzione del latte e compromettendo l’allattamento al seno. Se hai paura che il bambino non assuma abbastanza latte, oltre al peso controlla i pannolini: se ne bagna quotidianamente almeno sei e scarica più o meno una volta al giorno, significa che sta poppando la quantità di latte di cui ha bisogno.

9) Non svezzare il bimbo prima del giusto tempo

L’allattamento deve essere esclusivo fino al sesto mese di vita del bambino. Ciò significa che in questo lasso di tempo il piccolo non ha bisogno di nient’altro oltre al latte. Dopo i sei mesi, è necessario introdurre nella dieta, gradualmente, anche i cibi solidi: solo allora inizia l’era dello svezzamento.

10) Non smettere di allattare finché il bimbo lo desidera

Lo svezzamento non porta subito alla fine dell’allattamento. Si tratta di un passaggio lento e graduale, in cui il bambino ha ancora bisogno del latte di mamma e continua a richiederlo. L’allattamento al seno può continuare fino ai due anni o più, finché la mamma e il bambino lo desiderano.